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Virginio Rognoni

Virginio Rognoni

Virginio Rognoni (Corsico, 5 agosto 1924) è un politico italiano. Alunno dello storico Collegio Ghislieri, si è laureato in giurisprudenza nel novembre del 1947 all'università di Pavia (è stato anche borsista alla Yale University fra il 1949 e il 1950) ed ha esercitato la professione di avvocato. Esponente storico della Democrazia Cristiana, è stato consigliere comunale a Pavia dal 1960 al 1964 e vicesindaco nonché assessore all'urbanistica dello stesso capoluogo dal 1964 al 1967. Successivamente è approdato alla politica nazionale, riuscendo a restare deputato alla Camera per ben sette legislature (dal 1968 al 1994). Ha ricoperto la carica di Ministro dell'Interno (dal 1978 al 1983), di Grazia e Giustizia (dal 1986 al 1987) e della Difesa (dal 1990 al 1992): quando dirigeva il Viminale, fu molto criticato dal Partito Comunista Italiano per non aver protetto a sufficienza il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che fu ucciso proprio nel giorno (3 settembre 1982) in cui egli aveva chiesto a Rognoni un appuntamento, che il politico dello Scudo Crociato rinviò a causa di alcuni suoi impegni europei. Fu promotore, insieme a Pio La Torre di una legge che introduceva il reato di associazione mafiosa (Legge Rognoni-La Torre) e di una norma che prevedeva la confisca dei beni ai mafiosi. Dal 2002 al 2006 è stato vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura; terminata quest'esperienza, si è ritirato a vita privata. In seguito ha affermato di sentire come proprio partito il Partito Democratico ritenendo che la storia dei cattolici sia legata ad una "maturazione democratica".

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